Lei Cammina - Lorena Sali

sabato 14 novembre 2009

Titolo Lei Cammina
Autore Sali Lorena
Pagine 128
Prezzo 10,00 €
Editore Tempo al libro

Ho conosciuto Lorena pochi giorni fa, in una fredda sera di settembre, in un parco di Forlì. Era la sera di una delle presentazioni al suo libro. La serata era condotta da un caro amico comune, Marco Viroli. Al primo impatto mi ha dato l’impressione di essere una persona timida e posata (cosa probabilmente vera), ma nella trasformazione tra Lorena incrociata per sbaglio e Lorena scrittrice, questa situazione è piano piano svanita. Ora non voglio dire che sia diventata una scapigliata, ma senz’altro si è sentita più a suo agio nel parlare del suo romanzo. Un libro dalla narrativa spigliata, attualissima, soprattutto nella forma di dialogo utilizzata. Prende forma quasi di un monologo vero e proprio in certi punti, per incrociarsi poi in parti più descrittive, e dettagliate, ma senza esagerare e cadere in un romanzo descrittivo. La percezione iniziale nello sfogliare il libro e ascoltare la presentazione, è stata quella di avere un libro “fresco”, un romanzo che a mio avviso potrebbe viaggiare sul filo tra Hard boiled e un romanzo noir, senza averne forse tutte le prerogative di uno o dell’altro. Ma il fatto di avere una trama cosi importante, che spazia su vari argomenti e su vari personaggi, coinvolti direttamente e non, lascia questo appiglio al genere. Proseguendo però nella lettura ho trovato un ulteriore aggancio ad un altro genere: il giallo psicologico. Infatti l’autrice si concentra più sulla figura della protagonista, e sui vari rapporti con i personaggi, che scava nell’introspettiva del personaggio e ne evidenzia i pensieri, le paure, e soprattutto uno spaccato di vita della protagonista. Ma credo che l’autrice, che ci tiene particolarmente a dire che non è un romanzo autobiografico, nonostante alcuni richiami al paese, al parco, ad alcuni nomi reali della sua vita, non voglia considerarlo tale. In questo mi sento di darle ragione, perché sarebbe un po’ come rilegare un libro ad una situazione, ad una sezione, mentre questo “Lei cammina” si prende i suoi spazi, mostra ai lettori di oggi, come le situazioni più disparate si possano trovare oggi anche nell’azienda dove si lavora, o quella a fianco, o comunque tutti argomenti che ascoltiamo ogni giorno alla radio o vediamo alla televisione. Il libro è composto da capitoli brevi, compatti nella scrittura, ma estesi nel significato, nella suspense. Ogni capitolo prende il titolo dalle prime parole dello stesso, e non lascia intravedere cosa accade, e attira quindi l’attenzione. Ho assaporato questo libro in pochissime ore di lettura, e ho ritrovato temi come lo sfruttamento dell’immigrazione, lo sfruttamento di lavoro nero, un richiamo alla malavita, in forma magari meno evidente delle altre ma si trova anche il job bossing, corrispondente alla classica e più diffusa forma di mobbing "dall'alto" sul posto di lavoro, che deriva quindi da un superiore e non da un collega di lavoro.Ma al tempo stesso si trova un leggero passaggio alla forma rosa del libro. Da che mondo e mondo le persone sono fatte di sentimenti, e perché quindi non trovare una leggera fase di innamoramento (che sia poi leggera o no, lo lascio capire al lettore) da parte della protagonista, ma sentimenti anche di amicizia. Insomma questo libro mette in risalto situazioni forse un po’ forzate ma possibilissime nella vita di ognuno di noi. Personalmente ho apprezzato questo libro, tant’è che mi ritrovo qui a recensirlo, ma la cosa interessante è che nonostante Lei cammina abbia un inizio ed una fine ben marcata, potrebbe comunque avere un continuo, ampliare ancora di più le situazioni, creare vari romanzi che s’incatenano l’un l’altro.Un libro che è reso interessante soprattutto dal modo di porsi dell’autrice rispetto al lettore. I complimenti all’autrice, e con la speranza di leggerne un continuo il prima possibile, mi sento di abbracciare con stima.
---
Recensione a cura di Guido Passini

Poesia di Carmelina Stillitano

venerdì 13 novembre 2009
Ti cercano
le mie mani
sul ciglio
dei miei pensieri

ti "toccano"
i miei occhi
ed i miei sogni
t'inseguono...

e sono silenzio
tra le braccia
sinuose
del suono...

Il Coraggio Dell'Amore - Laura Bellini

venerdì 6 novembre 2009

Titolo Il Coraggio Dell'Amore
Autore Bellini Laura
Pagine 130
Prezzo 13,50 €
Editore Albatros Il Filo

Com’è strana la vita di Cecilia: tutto sembra andare per il meglio, Parigi è la città in cui tutti vorrebbero vivere, l’università della Sorbona è in grado di aprirle tutte le porte, sta per dimenticare una grave ferita d’amore e la felicità sembra di nuovo far capolino dietro l’angolo. Eppure... eppure una parte di se stessa è lontana, è rimasta a Como. E Cecilia non può resistere a questo “richiamo”. Deve tornare, deve guardare negli occhi il suo passato per sapere se veramente è tutto finito, se davvero è tutto risolto… È una storia che appassiona, questa scritta da Laura Bellini, che avvolge come un sogno che vorremmo realizzare.
---
Recensione a cura di Laura Bellini

Sonetto CXXXII (132) - Shakespeare

mercoledì 4 novembre 2009














SONNET CXXXII
Thine eyes I love, and they, as pitying me,
Knowing thy heart torments me with disdain,
Have put on black and loving mourners be,
Looking with pretty ruth upon my pain.
And truly not the morning sun of heaven
Better becomes the grey cheeks of the east,
Nor that full star that ushers in the even
Doth half that glory to the sober west,
As those two mourning eyes become thy face:
O, let it then as well beseem thy heart
To mourn for me, since mourning doth thee grace,
And suit thy pity like in every part.
Then will I swear beauty herself is black
And all they foul that thy complexion lack.

SONETTO CXXXII
Amo i tuoi occhi, ed essi con compianto,
Poiché il tuo cuor sdegnoso mi tortura,
Han preso il lutto e d’amoroso pianto
Il mio dolore miran con premura.
Né da più luce il sole del mattino
Alle pallide gote dell’oriente,
Né la stella del vespro sorridente
Da metà di tua gloria all’occidente,
Come fanno i tuoi occhi al tuo sembiante.
Oh, lascia che il tuo cuore gli somigli,
Piangi per me, ché il tuo pianto ti dona,
Adorna di pietà la tua persona
E giurerò che nera è la bellezza
E chi non ha cotal color disprezza.

Traduzione F. Floris

Sul sito di Floris, tra l'altro, troverete la traduzione di tanti altri sonetti di Shakespeare: http://ffrad.myslang.eu/

Parole - Franco Floris

venerdì 25 settembre 2009

Parole di creta
Che assumono forme
Fantastiche
Parole d’acciaio
Che spezzano,
Lacerano, tagliano
Parole d’unguento
Che curano
Leniscono
Parole di magia
Che creano incanti,
Mondi fantastici
Castelli gotici
E tu poeta,
Scultore, assassino
Guaritore
Mago
Con le parole modelli
Ferisci, curi
Blandisci
Crei.


Franco Floris www://ffrad.myslang.eu

La Farfalla

lunedì 21 settembre 2009
Un giorno apparve un piccolo buco in un bozzolo. Un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore si sforzava per uscire da quel piccolo buco. Dopo molto tempo, sembrava che essa si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione.
Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare niente altro.
Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla: prese un temperino ed aprì il bozzolo.
La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era piccolo e rattrappito e le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento. L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero e fossero capaci di sostenere il corpo, e che essa cominciasse a volare.
Non successe nulla! La farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi per terra con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate. Non fu mai capace di volare.
Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare non capiva, era che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali, così che essa potesse volare.
Era la forma con cui Dio la faceva crescere e sviluppare.
A volte, lo sforzo é esattamente ciò di cui abbiamo bisogno nella nostra vita.
---

Il Coperchio Del Mare - Banana Yoshimoto

sabato 19 settembre 2009

Titolo Il coperchio del mare
Autore Yoshimoto Banana
Prezzo € 10,00
Pagine 140
Editore Feltrinelli (collana I canguri)

Mari, neolaureata, decide di aprire un chiosco di granite nel suo piccolo paese. Un paese un tempo fiorente ma ormai in continuo declino, un declino che lascia nel cuore di Mari tanta tristezza. Sarà l'arrivo di Hajime, una ragazza in un periodo difficile della sua vita, a riempire le giornate dell'estate che è alle porte e a regalare a Mari una profonda e sincera amicizia.

Commento personale:
Da tempo avevo il desiderio di leggere qualche penna giapponese, tastando il terreno delle capacità narrative del popolo del Sol Levante. La mia prima impressione è che i giapponesi hanno una capacità descrittiva che infonde tranquillità, che segue pazientemente lo scandire degli eventi. Che dire del libro? Ripetitivo, ha come protagonista una ragazza che continua a lamentarsi, e a lagnarsi, e a lamentarsi... :) Più che la trama merita attenzione la capacità della Yoshimoto di descrivere il contesto del libro: leggendo assapori l'aria salmastra del maestoso mare che fa da cornice alle 140 pagine e che poi, forse, è il vero protagonista. Consigliatissimo agli amanti del genere Coelho, Baricco, etc. Per quanto concerne i miei gusti, invece...Le do un'altra opportunità e poi cambio autore :)