
Titolo Lei Cammina
Autore Sali Lorena
Pagine 128
Prezzo 10,00 €
Editore Tempo al libro
Ho conosciuto Lorena pochi giorni fa, in una fredda sera di settembre, in un parco di Forlì. Era la sera di una delle presentazioni al suo libro. La serata era condotta da un caro amico comune, Marco Viroli. Al primo impatto mi ha dato l’impressione di essere una persona timida e posata (cosa probabilmente vera), ma nella trasformazione tra Lorena incrociata per sbaglio e Lorena scrittrice, questa situazione è piano piano svanita. Ora non voglio dire che sia diventata una scapigliata, ma senz’altro si è sentita più a suo agio nel parlare del suo romanzo. Un libro dalla narrativa spigliata, attualissima, soprattutto nella forma di dialogo utilizzata. Prende forma quasi di un monologo vero e proprio in certi punti, per incrociarsi poi in parti più descrittive, e dettagliate, ma senza esagerare e cadere in un romanzo descrittivo. La percezione iniziale nello sfogliare il libro e ascoltare la presentazione, è stata quella di avere un libro “fresco”, un romanzo che a mio avviso potrebbe viaggiare sul filo tra Hard boiled e un romanzo noir, senza averne forse tutte le prerogative di uno o dell’altro. Ma il fatto di avere una trama cosi importante, che spazia su vari argomenti e su vari personaggi, coinvolti direttamente e non, lascia questo appiglio al genere. Proseguendo però nella lettura ho trovato un ulteriore aggancio ad un altro genere: il giallo psicologico. Infatti l’autrice si concentra più sulla figura della protagonista, e sui vari rapporti con i personaggi, che scava nell’introspettiva del personaggio e ne evidenzia i pensieri, le paure, e soprattutto uno spaccato di vita della protagonista. Ma credo che l’autrice, che ci tiene particolarmente a dire che non è un romanzo autobiografico, nonostante alcuni richiami al paese, al parco, ad alcuni nomi reali della sua vita, non voglia considerarlo tale. In questo mi sento di darle ragione, perché sarebbe un po’ come rilegare un libro ad una situazione, ad una sezione, mentre questo “Lei cammina” si prende i suoi spazi, mostra ai lettori di oggi, come le situazioni più disparate si possano trovare oggi anche nell’azienda dove si lavora, o quella a fianco, o comunque tutti argomenti che ascoltiamo ogni giorno alla radio o vediamo alla televisione. Il libro è composto da capitoli brevi, compatti nella scrittura, ma estesi nel significato, nella suspense. Ogni capitolo prende il titolo dalle prime parole dello stesso, e non lascia intravedere cosa accade, e attira quindi l’attenzione. Ho assaporato questo libro in pochissime ore di lettura, e ho ritrovato temi come lo sfruttamento dell’immigrazione, lo sfruttamento di lavoro nero, un richiamo alla malavita, in forma magari meno evidente delle altre ma si trova anche il job bossing, corrispondente alla classica e più diffusa forma di mobbing "dall'alto" sul posto di lavoro, che deriva quindi da un superiore e non da un collega di lavoro.Ma al tempo stesso si trova un leggero passaggio alla forma rosa del libro. Da che mondo e mondo le persone sono fatte di sentimenti, e perché quindi non trovare una leggera fase di innamoramento (che sia poi leggera o no, lo lascio capire al lettore) da parte della protagonista, ma sentimenti anche di amicizia. Insomma questo libro mette in risalto situazioni forse un po’ forzate ma possibilissime nella vita di ognuno di noi. Personalmente ho apprezzato questo libro, tant’è che mi ritrovo qui a recensirlo, ma la cosa interessante è che nonostante Lei cammina abbia un inizio ed una fine ben marcata, potrebbe comunque avere un continuo, ampliare ancora di più le situazioni, creare vari romanzi che s’incatenano l’un l’altro.Un libro che è reso interessante soprattutto dal modo di porsi dell’autrice rispetto al lettore. I complimenti all’autrice, e con la speranza di leggerne un continuo il prima possibile, mi sento di abbracciare con stima.
---
Recensione a cura di Guido Passini
---














